L’AVVOCATO DEL NUOVO MILLENNIO

Nel nostro immaginario collettivo la figura dell’avvocato è stata rappresentata in diversi modi, dai fantasiosi ritratti di Arcimboldo, alle grottesche maschere di Daumier, dalle descrizioni manzoniane del famoso Azzeccagarbugli, alle celebri interpretazioni degli attori Hollywoodiani.

Tuttavia queste immagini appartengono al passato e non rappresentano più la nostra categoria professionale che, nell’ultimo ventennio, ha subito un profondo e radicale cambiamento dettato soprattutto dalla globalizzazione e da internet.

La globalizzazione ci ha fatto uscire da un ambito territoriale ristretto catapultandoci in un contesto economico più ampio, aprendo altresì nuovi scenari lavorativi alla nostra categoria professionale. Pensiamo agli avvocati d’impresa, ai giuristi negli uffici pubblici e privati, ai consulenti legali che partecipano alle varie attività economiche produttive.

Internet, ormai da tempo, rappresenta uno strumento essenziale per poter svolgere correttamente il nostro lavoro, cambiando talmente la nostra professione ed il nostro modo di operare, rendendola addirittura irriconoscibile (Pensiamo al processo telematico).

La rete informatica non ha fatto altro che accelerare un processo di “democratizzazione” della materia giuridica che era stato già avviato in precedenza dalla televisione, con programmi in cui venivano invitati esperti a spiegare alla massa dei telespettatori istituti e norme che, in precedenza, erano stati di prerogativa solo degli addetti ai lavori.

Con la diffusione al grande pubblico del diritto, da parte dei mass media, la figura dell’avvocato né è uscita addirittura rafforzata, anche se, questo fenomeno, ha finito per incidere inevitabilmente nel rapporto tra l’avvocato e il cliente, il quale, nel tempo, si è trasformato da semplice soggetto passivo a cui destinare consigli e pareri, ad un vero e proprio soggetto attivo con cui doversi confrontare.

L’emancipazione poc’anzi descritta è riconducibile direttamente alla grande massa di informazioni che gli utenti possono acquisire dai motori di ricerca della rete, tant’è che gli stessi utenti, ancor prima di rivolgersi a noi, finiscono per raccogliere, da varie fonti, ogni informazione utile alla loro causa.

Questo nuovo modus operandi, però, non ci deve intimidire, ma ci deve spingere invece ad una maggiore crescita professionale ed umana, anche al fine di garantire ai nostri stessi clienti una maggiore competenza e professionalità.

L’informatizzazione dell’attività forense ha inoltre prodotto un altro fenomeno visibile a tutti, cioè un aumento esponenziale del livello di concorrenza tra tutti i professionisti del settore, dettato soprattutto da un miglioramento qualitativo delle loro prestazioni professionali.

Infatti, grazie alla rete informatica, oggi anche il più giovane degli avvocati può redigere da solo, senza alcuna assistenza esterna, atti complessi che in passato erano prerogativa soltanto dei grandi studi.

In questo contesto operativo il “successo” di un professionista non può essere ricondotto alla sola qualità delle sue prestazioni, ma diventa conseguenza diretta anche di altri fattori esterni quali: la capacità di saper gestire la “rete” di amicizie, l’abilità di saper lavorare in gruppo, la bravura nel saper ottenere il giusto riconoscimento dalla comunità in cui opera.

In questo nuovo contesto lavorativo per poter emergere nel nostro settore non più sufficiente conoscere la sola materia giuridica, ma diventa fondamentale conoscere anche altre materie che con essa hanno un certo rapporto di continuità e di affinità. L’esempio ci viene dato dall’importanza che riveste la contabilità per l’avvocato che opera nell’impresa, dalla psicologia o sociologia per l’avvocato divorzista, la competenza tecnica per il legale del condominio, ecc, ecc.

Da questi brevi accenni possiamo comprendere, come suesposto, che l’immagine storica dell’avvocato descritta dagli artisti nel passato, che è entrata a far parte del nostro immaginario collettivo, pur se dura a morire, non rappresenta più l’avvocato moderno.

In futuro ci saranno sicuramente ulteriori cambiamenti, tanto è vero che già si sta parlando dell’inutilità delle aule di udienze e dei documenti cartacei, della possibilità per il legale di utilizzare Skype per assistere i clienti, dell’incremento del processo telematico e della possibilità di estendere il ruolo di mediatore anche agli avvocati.

Pertanto il futuro ci attende e non ci resta che essere al passo con i tempi.

Da questa esigenza nasce l’idea di creare questo sito ove poter esporre le nostre idee, le nostre opinioni ed i nostri pareri, favorendo sia nostri assistiti, sia tutti coloro che utilizzano la rete come un mero strumento di informazione.

Non ci resta che augurarvi buona lettura.

Grazie.

Avv. Rosario Puglia

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