BENI NON PIGNORABILI DAL FISCO

Più volte, come legale, mi sono imbattuto in alcune situazioni in cui i miei assistiti hanno ricevuto avvisi di pagamenti o cartelle esattoriali, da parte di un Ente pubblico, per tasse ed imposte non pagate.

Pur partendo dal presupposto che le tasse vanno sempre pagate dal cittadino, tuttavia, in virtù del mio ruolo ho dovuto precisare al debitore di turno dell’esistenza di una serie di beni mobili che, per la loro stessa natura e per previsione normativa, non sono pignorabili da parte dello stato.

In particolare, il fisco italiano non potrà mai, neppure attraverso un procedimento esecutivo, sottrarre al proprio debitore i beni che vengono indicati negli artt. 514,515,516 e 545 del c.p.c., in quanto considerati dal nostro legislatore di prima necessità e fondamentali per la sua vita e dignità personale.

L’art. 514 del Codice di Procedura Civile dichiara impignorabili beni come i vestiti, biancheria, letti, tavoli e sedie, posate, utensili, armadi, cassettiere, frigoriferi, stufe e fornelli, lavatrici, nonché libri, attrezzi e strumenti indispensabili per lo svolgimento di una attività lavorativa. Sono, inoltre, impignorabili, per lo stesso motivo, i crediti alimentari (come quelli che vengono corrisposti in regime di separazione personale tra coniugi) i sussidi per maternità e per le malattie, nonché tutto ciò che riguarda il sostentamento di persone in stato di indigenza.

Non possono formare oggetto di esecuzione forzata né le pensioni minime, né una parte delle altre pensioni. In altre parole, se viene percepita una pensione superiore a quella prevista come minima, la parte pignorabile riguarderebbe solo la differenza tra ciò che viene percepito dal debitore e ciò che rientrerebbe in una tipica pensione minima sociale. In questo caso lo stato può aggredire la parte eccedente alla somma prevista come minima solo nella misura del 20%. Supponiamo che la pensione minima sia di € 500 e che il debitore riceva una pensione mensile di € 850. In questo caso la parte di pensione pignorabile da parte del creditore scatta solo per il 20% della somma percepita a titolo di pensione che eccede la minima (quindi verrebbe pignorata una somma che non può essere superiore al 20% di 350 euro).

Per quanto riguarda la casa, il Fisco non può pignorare la casa se ricorrono alcune condizioni. Tra queste condizioni la più importante consiste nel fatto che la casa in questione debba essere l’unica abitazione del debitore e che, questi, vi abbia trasferito la propria residenza. Inoltre, detto immobile deve essere stato accatastato come civile abitazione. Questo tipo di eccezione non può però essere fatta valere nei confronti di un creditore privato, sia esso un Istituto di credito, sia esso un semplice cittadino.

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